Il gruppo scout Bari 14 al tempo del covid

top feature image

Il gruppo scout Bari 14 al tempo del covid

Lo scoutismo sono i lupetti e le lupette (8-11 anni) che si divertono a scoprire il rispetto per l’altro e per la natura, l’importanza di coltivare la propria creatività e il valore dell’ascolto reciproco.

Lo scoutismo sono gli esploratori e le guide(12-16 anni) che attraverso il gioco di squadra e l’impegno  personale sfidano i propri limiti, comprendendo le capacità che li rendono speciali per poter davvero fare la differenza.

Lo scoutismo sono i rover e le scolte(17-20 anni), che sanno di doversi rimboccare le maniche perché solo il sudore porta al raggiungimento di una meta e solo l’aiuto al prossimo mostra cosa voglia dire essere ultimi.

Lo scoutismo sono i capi che volontariamente si mettono a disposizione per dare il loro contributo alla società; anche se questo vuol dire urlare cose senza senso, presentarsi in pantaloncini in pieno inverno, indossare abiti e parrucche in grado di lenire la loro dignità, cantare a squarciagola o prendere uno zaino e partire con un gruppo di ragazzini per giorni.

Lo scoutismo è tutto questo e molto altro, ma come fare adesso?

La grande famiglia scout ha rispettato il regime di quarantena impartito dal governo, ma questo non li ha certo fermati!

Lealtà, obbedienza e legalità fanno parte del loro stile tanto quanto la forza di volontà di cantare e affrontare con coraggio e determinazione ogni circostanza.

Dover stare a casa è una grande sfida per un metodo educativo che prevede la vita all’aperto e la dimensione comunitaria.

Perciò non si può negare che mantenere vivi i legami, con associati e genitori, sia stato difficile.

La tecnologia si è tuttavia dimostrata un potente alleato in forme inaspettate: non era più semplicemente la solita fonte di distrazione, ma diventando l’unico mezzo di comunicazione, ha permesso di documentarne un corretto uso.

Il gruppo scout Bari14 ha scelto di comune accordo di mantenere gli orari e i giorni prestabiliti e questo ha consentito di garantire un po’ di normalità in un contesto in cui ogni genere di precedente routine è stata totalmente sconvolta.

I più piccoli restano in contatto attraverso videomessaggi con attività da svolgere, solitamente insieme ai loro genitori. La prima settimana di emergenza hanno inviato foto in uniforme mentre reggevano un cartellone ricco di arcobaleni, con su scritto il loro personale augurio di speranza. Nel periodo pasquale sono stati invitati a realizzare colombe e preghierine, il giovedì Santo hanno infornato una forma di pane impastata con le loro manine e la Domenica hanno decorato uova sode che hanno completato un centrotavola ottenuto con la tecnica di origami. Nelle settimane successive hanno ricevuto giochi e quiz basati sui racconti del ‘Libro della giungla’, oltre a storie da cui potevano trarre insegnamenti positivi e perfino scenette di Dei greci, impersonati dai capi responsabili, che chiedono una mano ai loro fedeli aiutanti per sconfiggere Ade.

Per quanto riguarda la seconda fascia d’età, nemmeno loro si sono lasciati scoraggiare e hanno reagito entusiasticamente non facendo mai vacillare la loro passione. Le squadriglie, (sotto-gruppi femminili o maschili di non più di sette ragazzi), si videochiamano diverse volte durante la settimana e con i capi svolgono abitualmente la loro riunione, apportando del loro ad ogni attività per renderla fattibile anche da casa, addirittura una gara di cucina e una impresa di esplorazione: hanno virtualmente visitato le meraviglie delle regioni italiane, divertendosi a scoprire le curiosità, i piatti tipici, i monumenti e i personaggi famosi di luoghi anche non molto conosciuti. Hanno inoltre scelto di organizzare diverse cerimonie ufficiali come la veglia d’armi, (momento di riflessione sulla propria crescita personale) e l’importantissima cerimonia della promessa (come dice la parola stessa, è la conferma di voler far parte della grande famiglia scout, impegnandosi a fare del proprio meglio anche senza necessariamente indossare una uniforme come monito). Per Augurare buona Pasqua hanno montato un video con immagini che li ritraevano con un soggetto pasquale e una didascalia scritta di loro pugno. In seguito hanno disposto tutto il necessario per dividersi in team per la conoscenza di una materia individuale e formativa (botteghe per le specialità: comprendono ambiti dalla fotografia alla medicazione di ferite, dalla lettura di mappe alla conoscenza delle stelle, dalla costruzione di rifugi al canto ecce cc).

Anche i giovani continuano a frequentare le riunioni tramite piattaforme digitali, esaminando temi precedentemente individuati, e confrontandosi su temi di attualità e sul come stanno vivendo questo periodo così problematico. È solo attraverso il confronto infatti che si protrae la concretezza della comunità.  Inoltre settimanalmente sono chiamati a rispondere a sfide di diverse entità per dimostrarsi sempre pronti e capaci.

Insomma uno scout non si annoia mai. C’è sempre qualcosa che può fare o imparare anche oggi.

Perché non si fa scoutismo, si è scout. E una volta che lo diventi, lo sei sempre e per sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *